29
Jul

Continuano le “Esplorazioni Artistiche”

Continuano gli interventi degli artisti invitati alla manifestazioni “Esplorazioni Artistiche” nell’ambito del progetto “Margini2008″.

Dopo l’intervento di Silvia Magrini, è stato invitato a confrontarsi con il paesaggio apuano Stefano Giovacchini, designer che vive e lavora a Lucca: ospitato dal rifugio Rossi, l’intervento è nato nei tre giorni di permanenza sulla montagna.
Elemento di studio e “medium” espressivo per la realizzazione dell’installazione sono state le foglie secche presenti nel sottobosco delle faggete vicine al rifugio. Con queste l’artista ha rivestito parzialmente delle rocce sul sentiero che accompagna dal rifugio alla cima della Pania della Croce.

GALLERIA DI IMMAGINI

Nel frattempo continua il “work in progress” di Fabrizio Da Prato e l’indagine sul territorio della scultrice Claudia Haberkern. La presenza degli artisti nei pressi del rifugio ha attratto l’attenzione dei visitatori della montagna, che hanno potuto confrontarsi direttamente con gli autori e osservare il processo di creazione dei lavori.

“La mia ricerca è nata dall’osservazione del letto di foglie che ricopre il sottobosco che accompagna al rifugio Rossi; le foglie, compattate dall’umido e dal loro decomporsi, formano una superficie unica ed integra. Il mio desiderio era ricreare delle superfici di foglie dove gli alberi non ci sono, sui fianchi della montagna. Dopo aver sperimentato,(con ripetuti fallimenti), il modo di poter simulare la compattezza che il fogliame ha nel sottobosco, ho scoperto che le foglie aderivano molto bene alle pietre usando come legante della colla di farina (acqua e farina bollite insieme).

Le forme create sulle rocce nei pressi del sentiero, richiamano la forma del cerchio: ho notato come solo questa forma non è presente nel paesaggio alpino, e quindi riusciva a distinguersi in maniera migliore: ma al tempo stesso esiste una forte similitudine a livello simbolico tra il cerchio e la montagna: entrambi sono usati come simbolo e metafora di spiritualità, di perfezione ed equilibrio. Rappresentazione concettuale e natura incontaminata, gli estremi che coincidono nella loro diversità.”

Stefano Giovacchini

17
Jul

Silvia Magrini inaugura “esplorazioni artistiche”

La manifestazione “Esplorazioni Artistiche”, promossa nel contesto di “MARGINI 2008″ dall’Associazione dei Rifugi dell Alpi Apuane, dalla provincia di Lucca e coordinata dall’artista Fabrizio Giorgio da Prato, è stata inaugurata con successo da Silvia Magrini e dalla sua performance-installazione:

l’artista ha lavorato per tre giorni in un callare vicino la Pania della Croce, sulle Alpi Apuane, ospite del rifugio “Rossi” e dal suo gestore, il presidente dell’Associazione dei Rifugi delle Alpi Apuane Antonello Chiodo.

da questo link potete vedere una galleria delle immagini del lavoro in fase di esecuzione ed ultimato.

Naturalmente il lavoro rimarrà visibile fino a metà settembre sul posto, nelle vicinanze del rifugio “Rossi”.

dettaglio

Silvia Magrini descrive in questi termini il suo lavoro:
VERDECONTATTO
“Esplorazioni Artistiche”, Margini 2008
Esplorare=Osservare
scrutare da lontano, da vicino, avvicinarsi nel a qualcosa nel profondo, toccarlo, viverlo.
VERDECONTATTO vuol essere un esplorazione, un contatto più ravvicinato dell’osservatore nei
confronti di ciò che lo circonda: territorio, ambiente naturale od urbano, l’importante è
avvicinarsi ad esso, prenderne coscienza che esso esiste ed è attorno a noi, il territorio , il
paesaggio, l’ambiente dove l’uomo si è sviluppato e che ha condizionato.
VERDECONTATTO è costituito da una seduta simbolica, costruita con pietre e con la tecnica a
secco, e collocata in un callare di passaggio: essa è posizionata verso la vallata, (un ottima
vista), il suo intento è di invogliare le persone a sedersi ed a osservare con attenzione ciò che
è attorno a se.
Esplorare, quindi, più da vicino e con maggior attenzione. Essa diviene il tramite di questo
“contatto” con il territorio circostante.
Lo stesso atteggiamento è per le pietre, interamente fasciate con filo di lana rosso, colore
volutamente scelto per captare maggiormente l’attenzione e non a caso complementare del
verde dell’erba circostante.
Esplorare da vicino un ravaneto, una sassaia, un sasso, cercarlo fra altri cento, il sole che
scotta e il vento che taglia il viso, prenderlo, sentirlo tra le mani e rivestirlo interamente di
rosso.
L’installazione è situata nel ravaneto sotto al callare dove si trova la seduta (punto di
osservazione): i sassi di filo rosso si muovono lungo il ravaneto mescolandosi agli altri.
L’osservatore è colpito dal colore rosso, anche a molti metri di distanza.
Esplorare una sassaia, i sassi di cui è composta, sottolinearli di rosso. Esperienza fisica
trasformata in esperienza estetica.