28
Nov

Esplorazioni Artistiche

Esplorazioni artistiche
è una delle iniziative di “margini”
Visioni e rappresentazioni di ambiente e montagna,
evento di cultura promosso dall’Associazione Gestori Rifugi Alpi Apuane e Appennini.
Esplorazioni Artistiche si svolgerà nel periodo tra luglio e settembre 2008 nei pressi del Rifugio Enrico Rossi sulle Alpi Apuane (Toscana - IT).

5 artisti esplorano attraverso diverse forme espressive, il rapporto intimo con il reale: Il paesaggio e i suoi margini intesi come riflessione da proporre.
Una esplorazione marginale!?

Il termine paesaggio si applica alla totalità del territorio antropizzato, ai luoghi di valore eccezionale e alle realtà di tipo interstiziale rispetto ai territori edificati o urbanizzati.

Operare nel paesaggio sarà l’azione prodotta da ogni singolo artista residente al rifugio Rossi (Alpi Apuane) per un periodo di una settimana.
Esplorare il concetto di paesaggio vivendo direttamente i luoghi dell’area Apuana.
Un laboratorio di ricerca all’interno dell’area apuana che si propone come “diaframma” attraverso il quale arte e ambiente, o meglio, paesaggio possano contaminarsi a vicenda.
Le situazioni espositive, che presentano gli interventi artistici al pubblico, si realizzano sul luogo; attivando un laboratorio dove si creano le “installazioni”

La seguente presentazione degli Artisti è pensata come un taccuino di appunti, che sarà aggiornato via via che gli artisti invitati vorranno incrementare la loro idea fino al progetto definitivo:

Claudia Haberkern
Keane
Silvia Magrini
Fabrizio Da Prato
Stefano Giovacchini

3 Comments

  • doggybag Said:

    Gilles Clement’s concepts and designs center on his drive “to respect the behavior of nature itself” . He strives to do as little against the flow of nature as he possibly can. Clement
    wrote an essay on the subject entitled Le Jardin en movement, de la Vallee au champ via le parc Andre-Citroen, in 1999. In it he explains some of his philosophy on gardening. He says that “left to their biological devices, plants good and bad will rub shoulders and intertwine in ways that determine where and how they grow. It’s the perpetual modification of the spaces of circulation and vegetation that justifies the term movement and the fact of overseeing this
    movement that justifies the term garden”.

    IL MANIFESTO DEL TERZO PAESAGGIO DI GILLES CLEMENT

    Manifesto del Terzo paesaggio è il primo libro tradotto in italiano di uno tra i più noti paesaggisti europei. Con l’espressione “Terzo paesaggio”, Gilles Clément indica tutti i “luoghi abbandonati dall’uomo”: i parchi e le riserve naturali, le grandi aree disabitate del pianeta, ma anche spazi più piccoli e diffusi, quasi invisibili: le aree industriali dismesse dove crescono rovi e sterpaglie; le erbacce al centro di un’aiuola spartitraffico… Sono spazi diversi per forma, dimensione e statuto, accomunati solo dall’assenza di ogni attività umana, ma che presi nel loro insieme sono fondamentali per la conservazione della diversità biologica. Questo piccolo libro ne mostra i meccanismi evolutivi, le connessioni reciproche, l’importanza per il futuro del pianeta. È un’opera di grande densità teorica, che apre un campo di riflessione anche ad implicazioni politiche. “Terzo paesaggio” rinvia a “Terzo stato”, al pamphlet di Seyès del : “Cos’è il Terzo stato? – Tutto. Cosa ha fatto finora? – Niente. Cosa aspira a diventare? – Qualcosa”.

  • fabrizio Said:

    Gilles Clément
    Paesaggista, ingegnere agronomo, botanico, entomologo, scrittore, ha influenzato con le proprie teorie e con le proprie realizzazioni (tra queste il parco André Citroën e il giardino del nuovo Musée du quai Branly, entrambi a Parigi) un’intera generazione di paesaggisti europei.
    Ha pubblicato tra l’altro Le jardin en mouvement (Sens&Tonka 1994), Le jardin planétaire (catalogo della mostra alla Villette di Parigi, 1999), e. E’ anche autore di due romanzi, Thomas et le Voyageur (Albin Michel 1997) e La dernière pierre (Albin Michel 1999). La sua notorietà in Italia è dovuta al suo Manifesto del Terzo paesaggio (Quodlibet 2005) in cui propone di riconsiderare tutti i luoghi abbandonati dall’uomo i parchi e le riserve naturali, le grandi aree disabitate del pianeta, ma anche spazi più piccoli e diffusi, quasi invisibili: le aree industriali dismesse dove crescono rovi e sterpaglie; le erbacce al centro di un’aiuola spartitraffico “Sono spazi diversi per forma, dimensione e statuto, accomunati solo dall’assenza di ogni attività umana, ma che presi nel loro insieme sono fondamentali per la conservazione della diversità biologica”.
    In seguito alle recenti elezioni presidenziali francesi, Clément ha deciso di rinunciare a qualunque incarico pubblico per protestare contro la politica ecologica del nuovo presidente.

    Manifesto del Terzo paesaggio è il primo libro tradotto in italiano di uno tra i più noti paesaggisti europei. Con l’espressione “Terzo paesaggio”, Gilles Clément indica tutti i “luoghi abbandonati dall’uomo”: i parchi e le riserve naturali, le grandi aree disabitate del pianeta, ma anche spazi più piccoli e diffusi, quasi invisibili: le aree industriali dismesse dove crescono rovi e sterpaglie; le erbacce al centro di un’aiuola spartitraffico… Sono spazi diversi per forma, dimensione e statuto, accomunati solo dall’assenza di ogni attività umana, ma che presi nel loro insieme sono fondamentali per la conservazione della diversità biologica. Questo piccolo libro ne mostra i meccanismi evolutivi, le connessioni reciproche, l’importanza per il futuro del pianeta. È un’opera di grande densità teorica, che apre un campo di riflessione anche ad implicazioni politiche. “Terzo paesaggio” rinvia a “Terzo stato”, al pamphlet di Seyès del : “Cos’è il Terzo stato? – Tutto. Cosa ha fatto finora? – Niente. Cosa aspira a diventare? – Qualcosa”.

  • margini» Blog Archive » Silvia Magrini inaugura “esplorazioni artistiche” Said:

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