La
voce nel Jazz ...sulle tracce di Ella.
Musica di gradi virtuosi strumentali, il
Jazz intrattiene da sempre un rapporto priviligiato con la voce.
Ingredienti fondamentali per la sua nascita furono infatti le forme vocali afroamericane
il canto di lavoro, il blues e la musica religiosa; nella fase centrale della sua
storia sono le composizioni legate ai musical a diventare le più eseguite dai jazzmen,
costituendo il repertorio degli standards, usati per improvvisazioni quasi esclusivamente
strumentali. Esemplare il caso di una canzone come lm In The For Love, su cui il
sassofonista James Moody costruì un celebre assolo sul quale, in un ciclo completo, venne
adattato un testo creando un nuovo brano, Moodys Mood For Love! Rapporti quindi
sempre dialettici, a volte conflittuali, come è caratteristica di questa musica ricca di
contraddizioni: di un musicista che suona particolarmente bene, da Armstrong a Dolphy, si
dice che fa parlare il suo strumento come una voce umana, ma i cantanti fatte le
dovute eccezioni non sono facilmente accettati, a meno che non dimostrino di avere
una capacità virtuosistica eguale o magari superiore a quella degli strumentisti.
Con uno status sempre in bilico tra aggiunta commerciale allorchestra le
"canarine" degli anni 30 e 40 e musicista di secondo ordine,
la voce continua tuttavia ostinatamente a riaffiorare lungo tutta la storia della musica
afroamericana, e oggi celebra un giusto ritorno alla popolarità. I cantanti commerciali
sempre più si circondano di musicisti provenienti dal Jazz, per raggiungere una nuova
dimensione espressiva alla loro voce, e nuove figure di vocalist agguerriti emergono dai
ranghi compatti dei nuovi jazzmen; le figure guida ancora in attività intanto sono
ricercate sia come maestri di stile sia come ineguagliati performer: basti per tutti il
nome di Jon Hendricks, il cui carisma ancora ultimamente brilla al centro del Kansas City
di Robert Altaman. Per la lunghezza della carriera, per lo stile inconfondibile, per la
irraggiungibile musicalità Ella Fitzgerald incarna ancora per molti le principali virtù
del canto jazz. Capace di infondere vita alla più banale delle filastrocche e di
interpretare alla perfezione la più bella delle melodie celebri le sue raccolte di
incisioni dedicate ai compositori delletà doro della canzone americana
Ella ha saputo parlare a un pubblico vastissimo, al di là dei confini degli appassionisti
di jazz, fino addirittura a percorrere lattuale popolazione dei Jazzmen come
testimonial pubblicitari: era la sua voce a costituire infatti il banco di prova per una
celebre marca di nastri magnetici. E alla figura di Ella, e nel suo nome a tutti i
cantanti di jazz, che barga Jazz rende questanno omaggio. Ella ha infatti iniziato
la carriera come cantante di una celebre orchestra di Harlem, quella di Chick Webb,
batterista i cui riff facevano danzare migliaia di ballerini nelle leggendarie sale come
il Savoy; da semplici brani è ben presto passata a selezionare con intuito infallibile le
migliori composizioni degli autiri della canzone americana, arrivando a dare
interpretazioni che ancor oggi sono lo standard di confronto basti pensare al Progy
and Bess di Gershwin, insieme a louis Armstrong e restando sempre aperta a nuove
proposte, come dimostrano le sue letture di Jobim.
I concerti della Sezione A, quella dedicata allarrangiamento, sono
invitati a ricreare un brano associato alla carriera di Ella, reinterpretando in termini
moderni la dialettica tra voce e orchestra in una partitura che sarà poi affidata alla
Big Band di Barga jazz con una cantante di altissimo livello appositamente invitata.
Per la Sez. B a marcare una delle contraddizioni creative che
dicevamo il brano originale dovrà invece essere per strumento solista ed
orchestra, e possibilmente richiamare quegli effetti vocali così tipici del Jazz.
La Sez. D, quella dedicata ai gruppi, ammetterà sia gruppi che
comprendono vocalist sia organici esclusivamente strumentali, con lunica condizione
oltre alla qualità e alla freschezza della proposta che il repertorio sia
ispirato a quello, visitato dalla grande Ella nella sua carriera.
FRANCESCO MARTINELLI
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DIRETTORE ARTISTICO: Giancarlo RizzardiORCHESTRA BARGAJAZZ 97
Direttore M° BRUNO TOMMASO
Ance
Claudio Allifranchini, Dimitri Grechi Espinosa, Rossano Emili, Gianni Pellegrini, Paolo
Scali
Trombe
Marco Bartalini, Andrea Guzzoletti, Marco Tamburini, Andrea Tofanelli
Tromboni
David Guidi, Mauro Malatesta, Roberto Rossi
Tuba
Marco Fagioli
Ritmica
Stefano Bollami Pianoforte
Andrea Dulbecco Vibrafono
Milko Ambrogini contrabbasso
Filippo Massa chitarra
Alessandro fabbri batteria
PROGRAMMA
Sabato 23 agosto ore 21.15
Barbara Casini & Barga Jazz Big Band
Dirige il M° Bruno Tommaso
Domenica 24 agosto
"Barga in Jazz"
ore 17 Jazz on the road
Musica nelle vie e nelle piazze di Barga con:
Banda Mastroianni marching band
Versilia Hot Five
Trio Urbano
Saxphonya
Planet Groove
Ore 21 Giangi Zucchini
Jazz Ensamble
Giangi Zucchini batteria, voce
Luca Franchini basso
Riccardo Arrighini piano
Gianni Pellegrini sax
Mirco Bartalini tromba
Ospite Pietro Tonolo sax
Ore 23.30 After hours alla
"taverna di Franco" in Piazza matteotti con i protagonisti di "Barga in
Jazz"
Martedì 26 agosto
ore 21.15 Jazz and Movie
Vecchi Film e video depoca presentati da Maurizio Tuci
Ore 16 "la Città del
Jazz" (New Orleans) regia Artur Lubin 1947 con: Louis Armstrong e Billie
Holiday
ore 18 "Venere e il
Professore" regia Howard Hawks 1948 con: Benny Goodman, Louis Armstrong, Tommy
Dorsery, Lionel hampton, Golden gate Quartet
ore 20 "Alta
Societa (high Society) regia Charles Walter 1958 con: Bing Crosby, Frank
Sinatra, Louis Armstrong
ore 22 "Lets
Get Lost" regia bruce Weber 1989 con Chet Baker |