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Tredicesimo concorso internazionale di composizione e arrangiamento per orchestra Jazz.
Agosto 2000
 

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Regolamentoangodx.gif (854 byte)
Programma BJ 00
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Barga Jazz si evolve. Un segno di vitalità, di sensibilità a un clima che cambia. La percezione pubblica del Jazz e il suo posto nella vita culturale italiana sono cambiate dagli anni in cui il festival è iniziato, e oggi per molte più persone John Coltrane, Charles Mingus e Bill Evans sono semplicemente grandi figure della vita culturale del 1900, di quello che ormai è il secolo scorso. E Barga jazz con il 2000 sposta il suo riflettore per illuminare talenti e personalità più vicine a noi, che oggi continuano a fare la storia della musica jazz.
Nata in America, questa musica meticcia ha tra i suoi progenitori anche la tradizione musicale europea ed italiana: era fatale che ritornando verso il Vecchio Continente essa ne stimolasse una rilettura alla luce delle nuove possibilità espressive offerte dal jazz.
Tra i jazzmen europei Enrico Rava sta dando corpo a queste feconde contraddizioni con una carriera ricca di eventi estremamente significativi trombonista di jazz tradizionale a Torino e poi folgorato dall'ascolto di Miles Davis, Rava è il primo italiano che sceglie di immergersi direttamente nel melting pot della vita musicale americana. A contatto con le più avanzate esperienze di improvvisazione, da Steve Lacy e Gato Barbieri alla Globe Unity Orchestra, il trombettista ha distillato poi le sue esperienze in una serie di gruppi a proprio nome con musicisti italiani come Massimo Urbani e Franco d'Andrea, europei come Daniel Humair e Miroslav Vitous, americani come Roswell Rudd, sviluppando una personale concezione della composizione e della improvvisazione di gruppo. Nella sua musica, sempre caratterizzata da un senso di agio e di spaziosità, la tradizione del jazz da Beiderbeeke e Gillespie incontra la musica sudamericana e l'opera italiana, ripercorrendo a ritroso le storie stesse della nascita del jazz.
Significativa la combinazione, nelle sue ultime avventure, di questi elementi: il riuscito omaggio a Chet Baker insieme a Paolo Fresu, la rilettura delle arie d'opera con il supporto degli arrangiamenti di Bruno Tommaso, la creazione del suo attuale quintetto - gli Electric Five in cui sonorità di bruciante modernità innovano il tango, o gli standard del bebop.
Compositore di vaglia e improvvisatore pronto a gettarsi in situazioni rischiose, Rava è in questo momento a pieno titolo il maggiore rappresentante di jazz italiano a livello internazionale. La sua produzione e la sua carriera sono le più adatte ad offrire ai giovani jazzisti italiani innumerevoli stimoli creativi, e al pubblico del festival momenti musicali indimenticabili.

Francesco Martinelli

 

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